Contemporaneamente a Giovanni Maria Vianney, e sempre in Francia, un altro sacerdote, S. Eugenio de Mazenod, viveva anch’egli una spiritualità centrata sul Cuore di Cristo e sulla misericordia e in continuità con l’insegnamento di S. Alfonso di cui fu il primo diffusore oltralpe.
Egli aveva fondato per questo una comunità di religiosi, i Missionari Oblati di Maria Immacolata, che sarebbero dovuti essere dei “ministri di misericordia” per il mondo intero portando il Vangelo dell’amore di Dio fino ai confini della terra. Nel periodo successivo alla rivoluzione francese, egli aveva fatto un’esperienza profonda della misericordia di Dio che gli aveva mostrato tutto il suo amore proprio quando egli si sentiva del tutto lontano da Lui.
S. Eugenio aveva conosciuto l’esilio, la separazione dei suoi genitori, ma aveva conservato un cuore grande e sensibile che lo rendeva capace di amare e accogliere le persone le più deboli e misere. Simbolo di tutta la sua azione missionaria e sacerdotale è la predicazione che da giovane sacerdote aveva rivolto in provenzale ai poveri della sua città. Queste predicazioni mostrano tutta la coscienza che S. Eugenio aveva della dignità della persona umana fondata non solo sul suo essere stata creata ad immagine di Dio, ma anche perché il Figlio di Dio aveva versato tutto il suo sangue per tutti fino all’ultimo essere umano.
Così, più tardi, in una lettera a uno dei suoi oblati, che, a sua volta gli aveva chiesto un parere sul possibile rifiuto della comunione ad un giovane che si era pentito di un gesto alquanto irrispettoso e sacrilego, troviamo queste parole cariche di amore e di compassione: «Oh! Voi siete stato inviato da Dio per perdonare peccati più grandi dei loro e anche scandali più grandi che quello che essi hanno potuto arrecare per loro stoltezza (…). Noi siamo ministri della sua misericordia. Dobbiamo avere sempre e verso tutti delle viscere di padre (…) Il Padre del figliol prodigo non si accontentò di rivestirlo e di mettergli l’anello al dito, ma fece ammazzare il vitello grasso» Id. À Monsieur Guigues, prêtre, chez M. le Curé à Theys, canton de Goncelin par Grenoble, Isère. le 20 février 1837. In Id. Lettres aux Oblats de France, pp. 12-13..
Anche S. Eugenio, in linea con S. Alfonso e con il Curato d’Ars, colse di Maria soprattutto il suo essere piena della misericordia di Dio a partire dal suo Immacolata Concezione e quindi in tutta la sua vita. L’averla per madre in una totale consacrazione a Cristo per mezzo di lei, come fu per l’apostolo Giovanni, significava per lui porsi al centro del piano di misericordia di Dio per l’umanità