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Santa Faustina Kowalska

Nell’omelia di apertura del primo congresso sulla misericordia svoltosi a Roma dal 3 all’8 aprile 2008, il papa Benedetto XVI ha sottolineato che Giovanni Paolo II ha canonizzato nel 2000 la religiosa polacca Faustina Kowalska (1905-1938), che è diventata "per un misterioso disegno divino messaggera profetica della Divina Misericordia". In quell'occasione, il Pontefice aveva stabilito che la domenica successiva alla Pasqua venisse celebrata nella Chiesa come Domenica della Divina Misericordia.

La misericordia di Dio, come lo stesso Giovanni Paolo II ha affermato, è una chiave di lettura privilegiata del suo pontificato. Egli voleva che il messaggio dell'amore misericordioso di Dio raggiungesse tutti gli uomini ed esortava i fedeli ad esserne testimoni (cf l'omelia pronunciata nel suo ultimo viaggio nella terra natale, a Cracovia-Lagiewniki, il 18 agosto 2002).

Giovanni Paolo II aveva conosciuto e vissuto personalmente le immani tragedie del XX secolo, e per molto tempo si domandò che cosa potesse arginare la marea del male. La risposta non poteva trovarsi che nell'amore di Dio. Solo la Divina Misericordia è infatti in grado di porre un limite al male; solo l'amore onnipotente di Dio può sconfiggere la prepotenza dei malvagi e il potere distruttivo dell'egoismo e dell'odio.

Per questo, durante l'ultima visita in Polonia, tornando nella sua terra natale ebbe a dire: “Non c'è altra fonte di speranza per l'uomo che la misericordia di Dio”. Benedetto XVI così continua: «Cosa significa dire che Dio è "misericordia"? Vuol dire che Dio ci salva dalla nostra "miseria", misericordia vuol dire "avere a cuore" le miserie, che sono tante, economiche, di salute, di vita interiore, e la più grande miseria umana è quella del "peccato", dell’allontanamento da Dio e da noi stessi. E dunque che cosa ci ha dato Cristo nel suo "mistero pasquale", nella sua morte e risurrezione? Ci ha dato Dio che ci salva dalle nostre miserie, Dio che è misericordioso. 

La Domenica dopo Pasqua è la Domenica di Tommaso, che ha messo in dubbio che Cristo sia risorto, e dunque ha messo in dubbio che ciò che Gesù ha predicato sia vero. Tommaso ha poi incontrato Gesù, e ha potuto vedere che ciò che Gesù ha detto sulla salvezza, sulla misericordia, non è una "favola", non è una promessa, ma una realtà, un presente. Ed è proprio per questo, credo, che Gesù ha suscitato in questa povera Suora polacca l’iniziativa di chiamare la "Domenica in albis", la Domenica dopo Pasqua, "Domenica della Misericordia"». 

Dialogo tra Dio e l'anima disperata

- Gesù: «Anima immersa nelle tenebre, non ti disperare, non è ancora perduto tutto. Parla col tuo Dio, che è l'amore e la Misericordia in persona». Ma purtroppo l'anima rimane sorda al richiamo di Dio e s'immerge in tenebre ancora maggiori.

- Gesù la chiama di nuovo: «Anima, ascolta la voce di tuo Padre misericordioso».

Nell'anima si sta preparando una risposta: «Per me non c'è più Misericordia». Ed essa precipita in tenebre sempre più fitte, in una specie di disperazione che le fa pregustare in certo modo l'inferno e la rende completamente incapace di avvicinarsi a Dio.

Gesù per la terza volta parla all'anima, ma l'anima è sorda e cieca, incomincia a consolidarsi nell'ostinazione e nella disperazione. Allora incominciano in certo qual modo a sforzarsi le viscere della Misericordia di Dio e, senza alcuna cooperazione da parte dell'anima, Iddio le dà l'ultima grazia. Se la disprezza, Iddio la lascia ormai nello stato in cui essa stessa vuole stare per l'eternità. Questa grazia scaturisce dal Cuore misericordioso di Gesù e colpisce l'anima con la sua luce e l'anima incomincia a comprendere lo sforzo di Dio, ma la conversione dipende da lei.

Essa sa che quella grazia è l'ultima per lei e se mostra un piccolo cenno di buona volontà - anche il più piccolo - la Misericordia di Dio farà il resto. - «Qui agisce l'onnipotenza della Mia Misericordia; felice l'anima che approfitta di quella grazia».

- Gesù: «Che grande gioia riempie il Mio cuore quando ritorni da Me. Vedo che sei molto debole, perciò ti prendo fra le Mie braccia e ti porto nella casa del Padre Mio».

- L’anima è come se si risvegliasse: «È mai possibile che ci sia ancora Misericordia per me?» domanda piena di spavento.

- Gesù: «Proprio tu, bambina Mia, hai il diritto esclusivo alla Mia Misericordia. Permetti alla Mia Misericordia di operare in te, nella tua povera anima, fa' entrare nell'anima i raggi della grazia, essi vi porteranno luce, calore e vita».

L'anima: «Però al solo ricordo dei miei peccati sono presa dalla paura e questa paura tremenda mi spinge a dubitare della Tua bontà».

- Gesù: «Sappi, o anima, che tutti i tuoi peccati non Mi hanno ferito così dolorosamente il cuore come la tua attuale sfiducia. Dopo tanti sforzi del Mio amore e della Mia Misericordia, non ti fidi della Mia bontà».

- L'anima: «O Signore, salvami Tu, altrimenti perisco. Sii il mio Salvatore. O Signore, non sono capace di dire altro, il mio povero cuore è a pezzi, ma Tu, Signore...». Gesù non permette all'anima di terminare la frase, ma la solleva da terra, dall'abisso della sua miseria e in un attimo l'introduce nella dimora del proprio Cuore, mentre tutti i peccati sono scomparsi in un batter d'occhio, un fuoco d'amore li ha distrutti.

- Gesù: «Eccoti, o anima, tutti i tesori del Mio Cuore, prendi tutto quello che ti serve».

- L'anima: «O Signore, mi sento inondata dalla tua grazia, sento che è entrata in me una vita nuova, ma soprattutto sento il Tuo amore nel mio cuore; questo mi basta. O Signore, glorificherò l'onnipotenza della Tua Misericordia per tutta l'eternità. Incoraggiata dalla Tua bontà, Ti esprimerò tutto il dolore del mio cuore».

- Gesù: «Dì tutto, bambina Mia, senza alcuna riserva, poiché ti ascolta un Cuore che ti ama, il Cuore del tuo migliore amico».

- «Signore, ora vedo tutta la mia ingratitudine e la Tua bontà. Tu m'inseguivi con la Tua grazia e io rendevo vani tutti i Tuoi sforzi; vedo che mi spettava il fondo stesso dell'inferno per aver sperperato le tue grazie».

Gesù interrompe le parole dell'anima e dice: «Non rivangare la tua miseria, sei troppo debole per parlare, guarda piuttosto il Mio Cuore pieno di bontà, assorbi i Miei sentimenti e procura di acquistare la mitezza e l'umiltà. Sii misericordiosa con gli altri, come Io lo sono con te e quando ti accorgi che le tue forze diventano deboli, vieni alla sorgente della Misericordia e rafforza la tua anima e non verrai meno lungo il tuo cammino».

- L'anima: «Ormai comprendo la Tua Misericordia, che mi ripara come una nube luminosa e mi conduce alla casa del Padre mio, salvandomi dall'orribile inferno che avrei meritato non una, ma mille volte. O Signore, non sarà sufficiente per me l'eternità, per esaltare degnamente la Tua sconfinata Misericordia e la compassione che hai avuto per me ».

Tratto dal "Diario" di Santa Faustina Kowaslka, Libreria Editrice Vaticana, pag.488

Sito delle Suore dell'Amore Misericordioso
Documenti
dal diario di S. Faustina

(Dice il Padre) «La mia misericordia è giunta alle anime attraverso il cuore divino e umano di Gesù, come un raggio di sole attraverso un cristallo» In quel giorno (la festa della misericordia) sono aperte le viscere della misericordia. La festa della misericordia è uscita dalle Mie viscere.

«Le fiamme della Misericordia  Mi divorano; voglio riversarle sulle anime degli uomini (…). La sfiducia delle anime Mi strazia le viscere. Ancora di più Mi addolora la sfiducia delle anime elette”» «Le fiamme della Misericordia Mi bruciano: voglio riversarle sulle anime ma le anime non vogliono credere alla Mia bontà»

«Attraverso il Verbo incarnato faccio conoscere l’abisso della mia Misericordia: "O mio Gesù, in segno di riconoscenza per tante grazie, Ti offro l’anima ed il corpo, l’intelletto e la volontà e tutti i sentimenti del mio cuore. Coi voti mi sono data tutta a Te, non ho più nulla da poterTi offrire".

 Gesù mi dice: “Figlia Mia, non Mi hai offerto quello che è effettivamente tuo”. Mi concentrai in me stessa e mi resi conto che amavo Iddio con tutte le forze della mia anima e, non riuscendo a conoscere che cos’era che non avevo dato al Signore, domandai:”Gesù, dimmelo e te lo do immediatamente con generosità di cuore”. Gesù mi disse con amabilità: “Figlia, dammi la tua miseria, che è l’unica tua esclusiva proprietà”»

«Appena spirasti, Gesù, scaturì per le anime una sorgente di vita e si aprì un mare di Misericordia per il mondo intero. O sorgente di Vita, insondabile Misericordia Divina, abbraccia il mondo intero e riversati sopra di noi»

 
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