♦ G.Paolo II. L'uomo, creato a immagine di Dio - 09/04/1986 ►
Il Simbolo della fede parla di Dio "Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili"; non parla direttamente della creazione dell'uomo. L'uomo appare, nel contesto soteriologico del Simbolo, in riferimento all'incarnazione, come è evidente in modo particolare nel Simbolo niceno-costantinopolitano, quando si professala fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, il quale "per noi uomini" e perla nostra salvezza discese dal cielo... e "si è fatto uomo". Dobbiamo tuttavia ricordare che l'ordine della salvezza non soltanto presuppone la creazione, ma anzi prende inizio da essa. Il Simbolo della fede ci rimanda, nella sua concisione, all'insieme della verità rivelata circa la creazione, per scoprire la posizione davvero singolare ed eccelsa che è stata data all'uomo.
♦ G.Paolo II. L'uomo, immagine di Dio, è un essere spirituale e corporeo - 16/04/1986 ►
L'uomo creato a immagine di Dio è un essere insieme corporale e spirituale, un essere cioè che, per un aspetto, è legato al mondo esteriore e per l'altro lo trascende. In quanto spirito, oltre che corpo, egli è persona. Questa verità sull'uomo è oggetto della nostra fede, così come lo è la verità biblica circa la sua costituzione a "immagine e somiglianza" di Dio; ed è verità costantemente presentata, nel corso dei secoli, dal magistero della Chiesa. La verità circa l'uomo non cessa di essere nella storia oggetto di analisi intellettuale, nell'ambito sia della filosofia che di numerose altre scienze umane: in una parola, oggetto dell'antropologia.
♦ G.Paolo II. L'uomo, immagine di Dio, soggetto di conoscenza e libertà - 23/04/1986 ►
L'uomo è contrassegno di diversità, esso è anche indicatore di complementarità. E quanto si deduce dalla lettura del testo"jahvista", là dove l'uomo, vedendo la donna appena creata, esclama:"Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa" (Gen2,23). Sono parole di contentezza e anche di entusiastico trasporto dell'uomo nel vedere un essere essenzialmente simile a sé. La diversità e insieme la complementarità psico-fisica sono all'origine della particolare ricchezza di umanità, che è propria dei discendenti di Adamo in tutta la loro storia. Di qui prende vita il matrimonio,istituito dal Creatore fin da "principio": "Per questo l'uomo abbandonerà sua padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne" (Gen 2,24).
♦ G.Paolo II. Gesù Cristo dona all'uomo la libertà nella verità - 3/08/1988 ►
Cristo è il salvatore, è venuto infatti nel mondo per liberare, a prezzo del suo sacrificio pasquale, l'uomo dalla schiavitù del peccato. Lo abbiamo visto nella catechesi precedente. Se il concetto di "liberazione" fa riferimento da un lato al male, liberati dal quale troviamo "la salvezza", dall'altro lato fa riferimento al bene, per il cui conseguimento siamo stati liberati da Cristo, redentore dell'uomo e del mondo con l'uomo e nell'uomo. "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8,32). Queste parole di Gesù precisano in modo molto conciso il bene, per il quale l'uomo è stato liberato ad opera del Vangelo nell'ambito della redenzione di Cristo. E' la libertà nella verità. Essa costituisce il bene essenziale della salvezza, operata da Cristo
♦ G.Paolo II. Gesù Cristo, Figlio dell'uomo - 29/04/1987 ►
Gesù Cristo, Figlio dell'uomo e di Dio: è il tema culminante dell'identità del Messia. E' la verità fondamentale della rivelazione cristiana e della fede: l'umanità e la divinità di Cristo sulla quale dovremo riflettere in seguito in modo più completo. Per ora ci preme completare l'analisi dei titoli messianici già in qualche modo presenti nell'Antico Testamento e vedere in quale senso Gesù li attribuisce a sé. Quanto al titolo di "Figlio dell'uomo", è significativo che Gesù ne abbia fatto un uso frequente parlando di se stesso, mentre sono gli altri che lo chiamano "Figlio di Dio", come vedremo nella prossima catechesi. Invece egli si autodefinisce "Figlio dell'uomo", mentre nessun altro lo chiamava così, se si eccettuano il diacono Stefano prima della lapidazione (At 7,56) e l'autore dell'Apocalisse in due testi (At 1,13; 14,14).
♦ G.Paolo II. Gesù Cristo modello perfetto dell'uomo - 17/08/1988 ►