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LA MADRE DI MISERICORDIA


  


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Maria di Nazareth

Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana


La Theotokos. Portale di Mariologia a cura di A. Grasso


Per una rigenerazione della persona umana

 

Quando Maria canta il Magnificat vede tutto il cammino della storia come un cammino di generazione in generazione, di padre in figlio. E' dentro questo cammino, e più precisamente “sotto” l’ala della misericordia divina, che è preparata la rigenerazione spirituale dell’uomo.

Questo cammino ha però un passaggio del tutto nuovo. Maria dice “d’ora in poi” tutte le generazioni mi chiameranno beata. In lei si realizzano tutte le beatitudini. Con lei è iniziata la ri-generazione dell’umanità.

Quando si ritorna indietro sui propri passi, nel nostro passato, alla ricerca di ciò che siamo stati per capire chi siamo oggi, siamo come figli e figlie che tornano a casa dal Padre.

Egli si rivela presente lì nelle esperienze vissute, ci accoglie nel nostro ritorno, per farci riprendere il cammino di crescita e uscire con lui da casa per divenire ed essere come lui madri e padri di anime.

Possiamo così vedere come la misericordia di Dio penetra tutta la nostra storia, la nostra generazione umana: le esperienze che abbiamo vissuto, la nostra famiglia, i volti che popolano i nostri ricordi, le frasi, le ferite, le conquiste, i sogni, ecc…
Tutto ciò si schiude come un seme che ha dato vita e ancora ridà vita all’esistenza di ciascuno di noi; ma in tutto ciò c’è qualcosa di assolutamente nuovo: l’innesto di questa storia in quella di Cristo: la nostra ri-generazione.
Nella storia di ciascun cristiano vi è la confluenza della storia di Dio nelle proprie esperienze e quella del miracolo della Grazia. L’una non può essere estranea all’altra.
 
Salvatore Franco omi

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Dalla Dives in Misericordia
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La Madre della Misericordia    

     Annunciazione. Velasquez. Chiesa Madre di Randazzo CT. Foto Salvatore Franco

 Maria è anche colei che, in modo particolare ed eccezionale - come nessun altro, ha sperimentato la misericordia e al tempo stesso, sempre in modo eccezionale, ha reso possibile col sacrificio del cuore la propria partecipazione alla rivelazione della misericordia divina.
Tale sacrificio è strettamente legato alla croce del Figlio, ai piedi della quale ella doveva trovarsi sul Calvario. Questo suo sacrificio è una singolare partecipazione al rivelarsi della misericordia, cioè alla fedeltà assoluta di Dio al proprio amore, all'alleanza che egli ha voluto fin dall'eternità ed ha concluso nel tempo con l'uomo, con il popolo, con l'umanità; è la partecipazione a quella rivelazione che si è definitivamente compiuta attraverso la croce.
Nessuno ha sperimentato, al pari della Madre del Crocifisso, il mistero della croce, lo sconvolgente incontro della trascendente giustizia divina con l'amore: quel «bacio» dato dalla misericordia alla giustizia. Nessuno al pari di lei, Maria, ha accolto col cuore quel mistero: quella dimensione veramente divina della redenzione che ebbe attuazione sul Calvario mediante la morte del Figlio, insieme al sacrificio del suo cuore di madre, insieme al suo definitivo «fiat».
Maria quindi è colei che conosce più a fondo il mistero della misericordia divina. Ne sa il prezzo, e sa quanto esso sia grande. In questo senso la chiamano anche Madre della misericordia: Madonna della misericordia o Madre della divina misericordia; in ciascuno di questi titoli c'è un profondo significato teologico, perché essi esprimono la particolare preparazione della sua anima, di tutta la sua personalità, nel saper vedere, attraverso i complessi avvenimenti di Israele prima, e di ogni uomo e dell'umanità intera poi, quella misericordia di cui «di generazione in generazione» si diviene partecipi secondo l'eterno disegno della SS. Trinità.
I suddetti titoli che attribuiamo alla Madre di Dio parlano però soprattutto di lei come della Madre del Crocifisso e del Risorto; come di colei che, avendo sperimentato la misericordia in modo eccezionale, «merita» in egual modo tale misericordia lungo l'intera sua vita terrena e, particolarmente, ai piedi della croce del Figlio; ed infine, come di colei che, attraverso la partecipazione nascosta e al tempo stesso incomparabile alla missione messianica del suo Figlio, è stata chiamata in modo speciale ad avvicinare agli uomini quell'amore che egli era venuto a rivelare: amore che trova la più concreta espressione nei riguardi di coloro che soffrono, dei poveri, di coloro che son privi della propria libertà, dei non vedenti, degli oppressi e dei peccatori, cosi come ne parlò Cristo secondo la profezia di Isaia, prima nella sinagoga di Nazaret e poi in risposta alla richiesta degli inviati di Giovanni Battista.
Appunto a questo amore «misericordioso», che viene manifestato soprattutto a contatto con ilmale morale e fisico, partecipava in modo singolare ed eccezionale il cuore di colei che fu Madre del Crocifisso e del Risorto, partecipava Maria. Ed in lei e per mezzo di lei, esso non cessa di rivelarsi nella storia della Chiesa e dell'umanità. Tale rivelazione è specialmente fruttuosa, perché si fonda, nella Madre di Dio, sul singolare tatto del suo cuore materno, sulla sua particolare sensibilità, sulla sua particolare idoneità a raggiungere tutti coloro che accettano più facilmente l'amore misericordioso da parte di una madre.
Questo è uno dei grandi e vivificanti misteri del cristianesimo, tanto strettamente connesso con il mistero dell'incarnazione. «Questa maternità di Maria nell'economia della grazia - come si esprime il Concilio Vaticano II - perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell'annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata».
 

 (Dalla Lettera  Enciclica “Dives in Misericordiae”  di Papa Giovanni Paolo II)

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nella forza della Madre
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La fede si sviluppa. E di questo fa parte anche una manifestazione sempre più potente della Madre di Dio, come la Madre attraverso la quale possiamo riconoscere il Padre e il Figlio (...)... la potenza del male deve essere sempre di nuovo arrestata... sempre nella forza della Madre si mostra la forza di Dio stesso, e la tiene viva (...). I trionfi di Dio, i trionfi di Maria sono silenziosi, e tuttavia reali (Benedetto XVI. Luce del mondo, pp. 226.229)

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Nel cuore di Maria è custodito il mistero del volto di Cristo
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La Vergine Maria è colei che più di ogni altro ha contemplato Dio nel volto umano di Gesù. Lo ha visto appena nato, mentre, avvolto in fasce, era adagiato in una mangiatoia; lo ha visto appena morto, quando, deposto dalla croce, lo avvolsero in un lenzuolo e lo portarono al sepolcro.

Dentro di lei si è impressa l’immagine del suo Figlio martoriato; ma questa immagine è stata poi trasfigurata dalla luce della Risurrezione. Così, nel cuore di Maria, è custodito il mistero del volto di Cristo, mistero di morte e di gloria. Da lei possiamo sempre imparare a guardare Gesù con sguardo d’amore e di fede, a riconoscere in quel volto umano il Volto di Dio

Benedetto XVI. Regina Cæli a Torino il 2 maggio 2010

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Maria Madre di Misericordia
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L’amore di misericordia è di origine divina ma si incarna e si approfondisce con l’apporto umano; si fa carne, umanità, si fa sguardo, tocco, ascolto, parola piena di Spirito e di Vita.

 L’allora card. Ratzinger nella sua omelia per il funerale di Giovanni Paolo II così diceva: Divina Misericordia: Il Santo Padre ha trovato il riflesso più puro della misericordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l’ha accolta nell’intimo del suo essere (eis ta idia: Gv 19, 27) – Totus tuus.

E dalla madre ha imparato a conformarsi a Cristo». Il volto dell’amore per la persona umana si rivela pienamente nella misericordia. Mentre nel compimento escatologico la misericordia si rivelerà come amore, nella temporaneità, nella storia umana, l'amore deve rivelarsi soprattutto come misericordia ed anche attuarsi come tale (DM.8).

Il programma messianico di Cristo che, abbiamo visto si tratta di un programma di misericordia, diventando anche il programma della Chiesa ha bisogno di trovare in Maria, la madre della misericordia, il modello e la guida sicura. Maria è infatti anche colei che, in modo particolare ed eccezionale - come nessun altro -, ha sperimentato la misericordia e al tempo stesso, sempre in modo eccezionale, ha reso possibile col sacrificio del cuore la propria partecipazione alla rivelazione della misericordia divina (DM.9).

Maria è colei che conosce più a fondo il mistero della misericordia divina e che, attraverso la partecipazione nascosta e al tempo stesso incomparabile alla missione messianica del suo Figlio, è stata chiamata in modo speciale ad avvicinare agli uomini quell'amore che egli era venuto a rivelare: amore che trova la più concreta espressione nei riguardi di coloro che soffrono, dei poveri, di coloro che son privi della propria libertà, dei non vedenti, degli oppressi e dei peccatori, cosi come ne parlò Cristo secondo la profezia di Isaia, prima nella sinagoga di Nazaret e poi in risposta alla richiesta degli inviati di Giovanni Battista. (DM.9)

Viene in evidenza, nel contesto particolarmente la dimensione mariana della missione della chiesa in riferimento alla particolare possibilità data ai laici di penetrare insieme alla Madre e Sposa di Cristo - “laica” anch’ella - negli ambiti più difficilmente raggiungibili dalla Chiesa e portarvi l’amore rigenerante della misericordia e compassione del Salvatore. Troviamo fondamentale quanto enunciato nella Lumen Gentium, al capitolo VIII dove si afferma che la Chiesa deve imitare anche nell’apostolato la Vergine Maria: «La Vergine infatti nella sua vita fu il modello di quell’amore materno, del quale devono essere animati tutti quelli che nella missione apostolica del chiesa cooperano alla rigenerazione degli uomini» (n. 65).

Questo passo del magistero sulla Chiesa che ritroviamo anche nell’enciclica di Giovanni Paolo II sulla missione (RM 92) mostra, a coloro che si occupano della rigenerazione dell’uomo, la via che devono seguire, il modello a cui rifarsi: la Madre con cui vivere la propria vita e il proprio ministero. Ciò che si sottolinea in questo contesto è quindi l’amore materno rigenerante di Maria che occorre acquisire per grazia, per l’intimità con Lei e per imitazione. L’azione apostolica della Chiesa, in questa ottica, è l’esplicazione della sua dimensione materna e mariana nella sua sollecitudine per l’uomo e per la sua capacità di generarlo alla vita di Dio: non si può infatti cooperare a generare il Cristo facendolo «maternamente».

Nulla infatti può “ridare vita”, far “rinascere” dall’alto una persona se non riportarla nel grembo di una famiglia come la Chiesa, farle ritrovare chi è il Padre, chi è la Madre e chi è essa stessa. Solo la “paternità-maternità” divino-umana, che la Chiesa ha il dono di rivelare e rioffrire al mondo, è infatti capace di restituire all’uomo la sua dignità e ricostituire l’unità della famiglia umana come il Cristo ci dice nella parabola del figliol prodigo. È tale paternità-maternità che fa della Chiesa il “sacramento dell’unità del genere umano” (LG 1), ricreando qui in terra l’ambiente “familiare divino-umano, sorto con l’Immacolata concezione di Maria e l’Incarnazione del Figlio di Dio, e nel quale l’uomo rinasce a vita nuova dall’alto inaugurando i cieli e terra nuovi  e vivendo della gioia celeste dell’unità delle ipostasi trinitarie già su questa terra.

Questo mondo nuovo, dove gli uomini si riscoprono fratelli nel rispetto della medesima dignità, può nascere in effetti da una nuova paternità-maternità umano-divina che, stando a quanto detto fin’ora, la comunità oblata è chiamata a realizzare in modo del tutto particolare per la sua unione a Maria. 

Salvatore Franco omi

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Ecco tua Madre


Come figli di Maria, i discepoli del Signore, si offrono anch’essi a questa “fatica del cuore”, perché il loro cuore si apra alla grazia di una vita spirituale che, fondata su dei rapporti umani autentici, si inoltri in un mondo di relazioni spirituali dove ogni cosa è purificata dall’amore divino e dove risplende il disegno di Dio su ciascuno. È in un ambiente costituito da tale tipo di relazioni che possono nascere e crescere i nuovi discepoli di Gesù, figli della stessa madre.


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Data mer 05/16/2012 @ 12.18
Autore Salvatore Franco
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Il nome di Maria


breve meditazione sul nome di Maria come "amata"



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Data mer 11/02/2011 @ 12.06
Autore Salvatore Franco
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Accademia Pontificia Mariana


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Sicari. La sua misericordia di generazione in generazioneSconosciutodal Convegno di Collevalenza 1986: La Madre della Misericordia
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Gregoire. Mater Misericordiae nei Padri e nella Teologia del Medioevo162,41Downloaddal Convegno di Collevalenza 1986: La Madre della Misericordia

Links a Documenti Riduci

 

♦ G. Cottier. Maria Corredentrice?

♦ Giovanni Paolo II. "Ecco la tua madre..."  23/11/1988

♦ E.Stein. Maria madre mia amatissima

♦ Bernardo di Chiaravalle. Lodi alla vergine Maria

♦ L. Maria Grignon de Monfort. Il grande segreto per diventare santo

♦ Giovanni Eudes. Il cuore ammirabile della SS. Madre di Dio

J. J. Olier. Vie intérieure de la très sainte Vierge

♦ S. M. Manelli. Maria Corredentrice nella Sacra Scrittura

♦ J.P. Ségalen. Pregare con Maria ►  

♦ Giovanni Paolo II. Catechesi mariane  

♦ H. U. von Balthasar. Maria per noi oggi

♦ Maria secondo le Scritture. Theotokos VIII (200/2)

♦ J.Esquerda Bifet. Il cuore di Maria, Memoria della Chiesa missionaria

♦ J. Esquerda Bifet. Maria nel cammino missionario della Chiesa ► 

♦ J. Esquerda Bifet. Spiritualità mariana della Chiesa pdf (dal sito cultura mariana)  

♦ J. Esquerda Bifet. Madre di Dio: Memoria eucaristica della Chiesa

♦ Castellano Cervera J. Comunione e collaborazione di Maria e progetto di Dio

♦ Castellano Cervera J. Preghiera e vita mistica alla scuola di Maria  

♦ M. G. Masciarelli. Il primato della parola e il suo ascolto: maria modello del credente  

♦ S. Majorano. L'annunzio e la testimonianza "materna" della Chiesa con Maria

♦ E. M. Toniolo. Una forma impegnativa di culto mariano: la consacrazione personale a Maria

♦ A. Serra. Maria a Cana e presso la croce (pdf  dal sito cultura mariana)  

♦ A. Serra. Presenza eucaristica di Maria nella chiesa madre di Gerusalemme

♦ I. De la Potterie. La Figlia di Sion

♦ I De la Potterie. La madre di Gesù e il mistero di Cana

♦ C. Dotolo. Ambiguità e forza della categoria di "compassio" in Teologia e Mariologia

♦ G. Rossé. Approcci esegetici al testo della Presentazione (Lc 2,22-40)

♦ D. Barsotti. La presentazione di Gesù al tempio: l'umiltà di Dio

♦ E. Boaga. Maria nell'itinerario spirituale dal medioevo al rinascimento 

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