J. Monbourquette

Monbourquette 2

Jean Monbourquette è nato il 4 Ottobre del 1933 a Iberville in Québec (Canada). A 17 anni ha deciso di diventare “medico delle anime”. Sceglie di diventare sacerdote e di entrare a far parte della Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata perché in essi trova un maggiore spirito di fraternità e di gioia. Dopo la licenza in teologia insegna Francese in un liceo di Ottawa e quindi religione. le difficoltà che incontra lo conducono a decidere di interrompere l’insegnamento e dedicarsi alla apstorale in una parrocchia dove si occupa particolarmente della pastorale familiare e mette su dei gruppi di dialogo su alcune problematiche esperienziali come il lutto.

Dopo questa esperienza in cui studia molto per aiutare sempre meglio le coppie che gli chiedono aiuto decide di chiedere ai suoi superiori di poter intraprendere gli studi di Psicologia e così a 41 anni si trasferisce a san Francisco dove segue programmi di Analisi transazionale, Programmazione neurolinguistica, Terapia della Gestalt. In tutti questi approcci trova molti strumenti utili ma anche una chiusura alla trascendenza.

Cercando quindi qualcosa che potesse aiutarlo a coniugare psicologia e spiritualità si dedica allo studio della Psicologia di Carl Jung che considera in qualche modo l’anima.

Decisiva per il percorso di Monbourquette diventa un’esperienza di gioco di ruolo sulla morte di suo padre a cui egli aveva assistito da giovane. Rivivendo quel momento riesce ad esprimere le emozioni a lungo conservate nel suo cuore e ciò lo apre alla ricerca di una metodologia per la relazione di aiuto di coloro che hanno vissuto un lutto.

Monbourquette ritorna così in Canada dove propone numerosi work-shop dal titolo: “Amare, Perdere, crescere” dedicati a coloro che hanno vissuto un’esperienza di lutto. L’approccio seguito in questo lavoro si fonda sul tentativo di riconciliare le dimensioni psicologiche e quelle spirituali.  Su questa stessa linea si dedica con un’attenzione particolare al tema del perdono.

Nel 1999 Monbourquette subisce un’ischemia cerebrale che gli impedisce di parlare e quindi di insegnare. Vive per questo una crisi interiore e una prova spirituale sperimentando quindi, come egli stesso testimoniava, “la potenza dell’impotenza”. Egli diceva a questo proposito che i metodi che insegnava gli davano certamente degli strumenti utili per curare, ma egli non trovava la capacità di guarire del tutto per cui si sentiva come “un guaritore ferito”, che conosce le sue capacità e i suoi limiti.

Riapprende progressivamente a parlare constatando che la sua relazione con Dio era cambiata: la convinzione di essere amato è divenuta più interiore giungendo alla conclusione che conoscersi non è suffciente se non si lascia che Dio possa amarci con le nostre ferite.

Dopo 12 anni di malattia, durante i quali non arresta la sua attivtà, Jean Monbourquette muore a 77 anni il 28 Agosto 2011 lasciandoci una straordinaria eredità nel campo dell’incontro tra spiritualità e psicologia e dei temi legati in ogni modo alla Misericordia.

Salvatore Franco

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 Le 12 tappe del perdono

La persona che non vuole o che non può perdonare non riesce facilmente a vivere il momento presente. Si aggancia con ostinazione al passato e, proprio per questo, si condanna a sciupare il presente. (Jean Monbourquette)

 1 – non vendicarsi e far cessare i gesti offensivi

2 – Riconoscere la propria ferita e la propria povertà

3 – Condividere la propria ferita con qualcuno

4 – Identificare bene la propria perdita e farne cordoglio

5 – accettare la collera e il desiderio di vendicarsi

6 – perdonare se stessi

7 – comprendere il proprio offensore

8 – trovare nella vita un senso all’offesa subìta

9 – Sapersi degni del perdono e già perdonati

10 – cessare di accanirsi a voler perdonare

11 – Aprirsi alla grazia di perdonare

12 – decidere di mettere fine alla relazione o di rinnovarla

tratto da Monbourquette J. Comment pardonner? Pardonner pour guérir. Guérir pour pardonner. Ottawa 2002. trad. it.:  Monbourquette J. L’arte di perdonare. Guida pratica per imparare a perdonare e guarire. Paoline editoriale 2006

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Recensioni

“Dalla stima di sé alla stima del Sé”, Paoline, Milano, 2005, pagg. 248

Un ponte tra psicologia e spiritualità: in questo suo lavoro Monbourquette propone di riscoprire non soltanto la scientificità della psiche grazie alla Psicologia che tanto merito ha avuto ed ha nella cura e nella comprensione di molti aspetti dell’esistenza privata di ognuno, nonché della vita civile sociale, ma anche la componente spirituale.

Partendo proprio dalle affinità tra Psicologia e spiritualità, l’Autore riprende il concetto della stima di sé, per  guidarci alla stima del Sé, cioè al nucleo spirituale. Per Monbourquette questo nucleo è l’immagine di Dio.


“Che cosa voglio dalla vita”, Paoline, Milano, 2002, pagg. 240

Scoprire la meta di vita : “Colui che vuole diventare ciò che doveva essere deve smettere di essere ciò che è” . Si tratta di un “diario di vita” perché Monbourquette ci racconta come ha dovuto combattere con se stesso e le proprie paure prima, ma soprattutto contro il parere degli altri poi, per raggiungere la consapevolezza di quanto voleva e di dove, soprattutto, voleva arrivare. Nel suggerire di cercare la propria missione personale, l’autore suggerisce di credere nei sogni e in tutte quelle illuminazioni che spesso tralasciamo di ascoltare e di seguire.

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Articoli e libri di J. Monbourquette

 

– Tomber en amour et rester en amour

 

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Articoli su J. Monbourquette

– La route du pardon

– A.Godbout. “Découvris sa mission” avec Jean Monbourquette

– É. Séguiere. Décès de Jean Monbourquette, pionnier de la psychologie chrétienne

– J. Tremblay. La mission de Jean Monbourquette

– Jean Monbourquette: un homme de coeur

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La Maison Monbouquette

 è un’associazione che si ispira al pensiero e all’opera di Jean Monbourquette nel campo della relazione di aiuto di coloro che vivono un lutto.

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Association internationale de l’estime de soi et de l’estime du Soi

Associazione ispirata al pensiero e all’opera di Jean Monbourquette che si occua della ricerca di una crescita psicologica e spirituale, in cui costruire l’amore e la fiducia in sé e aprirsi all’amore incondizionato del Se in cui risiede la presenza di Dio e alla realizzazione della propria missione di vita

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